Lo scompenso cardiaco (la fase più grave dell’insufficienza cardiaca) è la prima causa di morte nel mondo occidentale.
Il cuore non è più in grado di svolgere la sua unica funzione di pompa quando perde parte di sé stesso (infarti) o, per eccesso di lavoro, si riduce la produzione d’energia, che avviene nei mitocondri della cellula cardiaca in forma di ATP.I mitocondri sono una popolazione di organelli intracellulari (5.000 in una cellula cardiaca e 300 in una muscolare) in cui è contenuta la sequenza chimico-fisica entrata nelle cellule del regno animale circa 1,2 miliardi di anni fa.
Questa sequenza è la Catena Respiratoria, detta oggi Electron Transport Chain (ETC), dove nessun farmaco può arrivare e in cui il CoQ10 è molecola strategica.
Già nel 1985 era stato dimostrato un deficit miocardico di Coenzima Q10(CoQ10).
L’insufficienza cardiaca in Europa (specie in Danimarca e in Italia) veniva contrastata farmaci a base di CoQ10.
Tuttavia, i risultati furono deludenti per il suo scarso assorbimento intestinale.
Per questo motivo, all’inizio degli anni ’90, il CoQ10 divenne un integratore.
Uno dei padri della ricerca sul CoQ10, il dottor Svend A. Mortensen, non si arrese e promosse uno studio internazionale condotto tra il 2003 e il 2010 in 17 centri cardiologici di Europa, Asia e Australia in cui il CoQ10 era somministrato 3 volte il giorno per aumentare l’assorbimento intestinale.
Nel 2014 Mortensen riuscì a dimostrare in modo inequivocabile che l’aggiunta ai farmaci di CoQ10 riduce la mortalità e i ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco grave.

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